
Folla e chiasso.
Ti ritrovi per scherzo a chiederle se conosce una tua amica,
cosa poco probabile nel mezzo di una festa nella facoltà di psicologia,
che lei, disponibilissima te la indica sorridendo.
Sarà per quella insospettabile gentilezza che ti si accende qualcosa dentro,
ed è così che, salutata l'amica piena di una quantità spropositata di
alcolici in corpo, torni a parlarle.
Il frastuono della festa vi costringe a parlare vicini, quasi nell'orecchio, tant'è
che ricordi ancora i suoi capelli rossi sulle tue labbra.
Quando te ne vai lei ti tiene per mano, sembra quasi che non voglia farti andare,
la saluti con una gaffe o due per pentirti nei giorni successivi di essere stato
così idiota da non chiederle il numero di telefono.
Scopri, poi, che nemmeno la tua amica ha il suo numero, e continui
a rigirarti nervoso tra le lenzuola, ogni volta che te ne ricordi.
Qualche mese dopo, non sai nemmeno come, decidi di andare ad un concerto di
un gruppo che non ti è mai piaciuto e la ritrovi lì, sempre immersa nella folla,
in onde sonore moleste. Non riesci nemmeno a dirle una minima parte di quello
che desideravi, ma le chiedi se a fine concerto ti aspetta sotto al palco, che le vorresti
parlare. Ovviamente, lì, non ci sarà.
Senti che in qualche modo devi forzare gli eventi, due incontri fortuiti potrebbero
essere il massimo che il caso abbia preparato per te, e allora, non avendo
altre soluzioni, richiami la tua amica...