La calma è quella surreale di un mattina in una casa di studenti universitari.
Le poche persone sveglie si muovono lentamente e senza troppa voglia
scambiano qualche parola a bassa voce.
Improvvisamente Arcarsenal degli At The Drive-in esplode minacciosa da una
delle stanze ancora assopite, pochi secondi dopo ne esci fuori frettolosamente,
ti fiondi in bagno per uscirne subito, chiedi agli spettatori sorpresi se sei vestito
bene (ancor più sorpresi dal fatto che ti preoccupi del tuo aspetto) e senza dare
uno sputo di spiegazione sei già per strada che corri, autobus? Tram? Metro?
No, potrebbe volerci un'eternità prima che ne passi uno, e tu solo sai quanto trovi
frustrante arrivare tardi per motivi indipendenti dalla tua volontà, scegli di
continuare a correre, anche se la strada è molta e il cielo minaccia di cedere
acqua al più presto.
Mentre lo scarso allenamento fisico ti costringe a rallentare il passo ripensi alla
chiamata della tua amica: "Ho visto Serena in facoltà, forse se ti sbrighi la incontri".
Ti erano bastate quelle poche parole a farti scattare in piedi, ad abbandonare
il caldo letto.
Un paio di gocce di pioggia riportano la testa sul tuo corpo in corsa, sei appena a
metà strada quando inizia a piovere.
Arrivi piuttosto bagnato in una facoltà che conosci a malapena ed inizi a girare
senza méta per trovarla. La fortuna (?) vuole che in poco tempo tu la intraveda di
spalle, in giro con un gruppo di colleghi indaffarati ad organizzare una
protesta/manifestazione di qualche tipo.
Appena le passi davanti, ti riconosce e ti saluta, ma in poco tempo è già volata via,
verso altri obiettivi da contestare, lasciandoti in bocca tutte le parole migliori, e
strappandoti le frasi meno sensate. Scomparsa, un'altra volta.
Ti coglie il dubbio che forse è inutile continuare a rincorrere una figura così
sfuggevole, così poco interessata a te; semplicemente, ti arrendi: delle tre carte
giocate dal destino non sei riuscito a coglierne nemmeno una...