
Cinzia è una tipa proprio forte. Tra le sue principali abilità c'è quella di ficcarsi nei
casini appena ce n'è l'opportunità, e per una così l'arte della fuga è la principale
amica. Fuggiva quella notte a Firenze, quando due barboni la inseguivano.
Fuggiva da quell'atelier seminterrato quando un'artista voleva farla denudare
per scattarle qualche foto. Fuggiva spesso anche di casa quando era
piccola (per tornare poco dopo). Chissà quante altre volte è fuggita.
Di certo l'unica cosa da cui non potrà mai scappare è quella sua particolare
forma di sfiga che la insegue.
Ecco una giornata tipo di qualche anno fa: svegliatasi presto per andare a
scuola viene travolta in una zuffa col fratello, e cadendo si rompe un braccio.
Forse usava spesso scuse del genere per non andare a scuola, ma tant'è
che non viene creduta ed è spedita a lezione.
Quando il dolore sroprio di fronte all'ospedale la sua macchina viene
brutalmente tamponata. Quando tra sè e sè imprecava, non poteva immaginare che
nello stesso istante, a casa sua, le uccidevano l' amato cane e rubavano l'altra
macchina. Negli ultimi tempi le cose sono migliorate un pochino,
anche se continuano a cadere scaldabagni, a rompersi lavandini, ad ingolfarsi
macchine, e ad esistere ubriachi che le spaccano bottiglie
a pochi centimetri di distanza.
Nonostante tutto (sembrerà strano), è un piacere passare del tempo
con lei, che, come pochi, sa dedicarsi all'umanità e alle pubbliche relazioni
con una dedizione quasi commovente.